L’obiettivo è lanciare brand globali supportando startup e progetti imprenditoriali attraverso capitale, competenze manageriali, sviluppo tecnologico e accesso ai mercati internazionali.

L’obiettivo è lanciare brand globali supportando startup e progetti imprenditoriali attraverso capitale, competenze manageriali, sviluppo tecnologico e accesso ai mercati internazionali.
Secondo un’analisi su dati IWSR, il no-alcol guiderà la crescita futura, passando da 10 miliardi di dollari a 15 miliardi entro il 2029. Sulla base di queste prospettive nasce Liquid Ventures, il primo venture builder europeo focalizzato esclusivamente sullo sviluppo di aziende e brand nel segmento No & Low Alcohol. L’iniziativa mira a intercettare una trasformazione strutturale dei consumi globali, guidata dalla ricerca di benessere e da stili di vita più equilibrati.
I fondatori di Liquid Ventures

La società è fondata da tre figure di primo piano dell’industria del beverage internazionale. il ruolo di Ceo e presidente è ricoperto da Paolo Dalla Mora, dal 2017 imprenditore e founder del brand di gin Engine e del Vermouth Strucchi. Board member e soci della società sono Bob Kunze-Concewitz, già storico Ceo del Gruppo Campari, sotto la cui guida la capitalizzazione è passata da 3 a oltre 14 miliardi di euro e Luca Gargano, patron di Velier, distributore indipendente che ha fatto crescere il mercato italiano di Fever Tree fino a renderlo secondo al mondo.
Con headquarters nelle Langhe e uffici operativi a Milano, la società si avvale inoltre della partnership tecnologica di Nana Bianca, l’ecosistema di innovazione fondato da Paolo Barberis.
Strategia e modello di business
Liquid Ventures non opererà come un classico incubatore, ma come un venture builder e piattaforma di investimento. L’obiettivo è creare brand globali partendo da startup interne o valutando progetti in early stage sul mercato internazionale. Il portafoglio si concentrerà su prodotti ad alto valore aggiunto e vocazione contemporanea, tra cui: energy drink, bevande analcoliche funzionali a base di nootropi e adattogeni, e proxy wines, prodotti pensati per Millennials e Gen Z.
“Il nostro obiettivo è superare l’idea che senza alcohol significhi senza esperienza – afferma Paolo Dalla Mora –.Vogliamo costruire una società capace di sviluppare prodotti sofisticati e contemporanei, pronti per il mercato globale”.
Entrando nel dettaglio il piano industriale quinquennale prevede:
“Il segmento low & no alcol – dichiara Luca Gargano – sta registrando tassi di crescita superiori rispetto a molte categorie tradizionali e apre nuove occasioni di consumo. In Italia, ad esempio, il consumo quotidiano di alcohol è sceso dal 33,3% nel 1999 al 19% nel 2023, mentre cresce il consumo occasionale e fuori pasto (fonte Istat)”.
A rafforzare la convinzione del potenziale di sviluppo è Bob Kunze-Concewitz che sottolinea la scalabilità del progetto:“Oltre il 40% dei consumatori globali alterna alcol e analcolico nella stessa occasione. Liquid Ventures ha l’ambizione di diventare un player globale, che può prevedere in futuro una scalata in borsa o una partnership distributiva mondiale”.
© Riproduzione riservata