Il settore della birra in Europa sta attraversando una fase di prolungata contrazione iniziata nel 2019. La produzione e i consumi continuano a diminuire per il quinto anno consecutivo ad eccezione del segmento della birra analcolica che si muove in controtendenza registrando, nello stesso periodo, un incremento del 25%. È quanto emerge dal nuovo rapporto European Beer Trends 2025 di The Brewers of Europe,

Dal 2019 al 2024 la produzione complessiva di birra nell’Ue27 è scesa da 367 milioni di ettolitri a circa 345,4 milioni di ettolitri. Anche il consumo ha subito una flessione passando da 320,3 milioni a circa 303 milioni di ettolitri. In questo contesto le birre analcoliche hanno raggiunto il 7,5% del consumo.

Il rapporto indica l’inflazione, gli alti costi delle materie prime, le interruzioni del trasporto globale e le pressioni legate al clima sulle materie prime come i principali fattori che contribuiscono al calo. La bassa fiducia dei consumatori continua a rimodellare i modelli di spesa, influenzando i prodotti strettamente legati alle occasioni sociali e all’ospitalità.

A risentire maggiormente della contrazione dei consumi è infatti proprio il canale away from home che è passato dal 33% delle vendite a volume al 25% circa. Sebbene la quota a volume di birra venduta nell’on-trade sia minore rispetto a quella del canale off-trade, è nel fuori casa che si genera la maggior parte del valore aggiunto del settore e un indotto costituito da centinaia di migliaia di piccole medie imprese che creano posti di lavoro locali. Un settore dell’ospitalità indebolito influisce quindi sull’intera catena del valore della birra, dagli agricoltori ai festival e al turismo.

Dopo anni di crescita costante, anche il numero di birrifici attivi nell’Ue si è ora stabilizzato a circa 9.700.

Birra in Italia, in flessione ma tiene il canale on-trade

Mentre i trend europei mostrano una flessione generalizzata, l’Italia presenta dinamiche particolari, in parte più resilienti. A livello di volumi totali, il nostro paese ha registrato una produzione sostanzialmente stabile, passando dai 17,288 milioni di ettolitri prodotti nel 2019 ai 17,220 milioni di ettolitri del 2024, in leggera flessione rispetto al 2023 e al 2022 quando era rispettivamente 17,442 e18,352 milioni di ettolitri. Anche il consumo ha subito un andamento simile, sebbene su numeri più elevati (dato il saldo import/export), passando da 21,215 milioni di ettolitri nel 2019 a 21,483 milioni di ettolitri nel 2024, ma in calo rispetto al 2023 (21,818 milioni hl) e al 2022 (22,535 milioni hl), anno favorevole per i consumi legati alla convivialità dopo due anni di Covid-19.

L’Italia si distingue per una quota di consumo nel canale dell’ospitalità (on-trade) più elevata rispetto alla media Ue, raggiungendo il 39% nel 2024 dal 36% del 2022 e del 2019.

Nota sulla trasparenza: l’immagine di apertura di questo articolo è stata generata tramite strumenti di Intelligenza Artificiale.


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