Casa, territorio e l’exploit del NoLo, così gli italiani vivono la birra nell’estate 2026 – BASSO VOLUME Salta al contenuto principale

BASSO VOLUME

Casa, territorio e l’exploit del NoLo, così gli italiani vivono la birra nell’estate 2026

L’Osservatorio CIB di AssoBirra evidenzia sfumature differenti tra Gen Z, Millennials e Gen X, mostrando un consumo sempre più legato ai momenti semplici e alla dimensione locale.

Tempo di lettura: 3 min

Dove consumano la birra gli italiano durante la bella stagione? A tracciare la nuova geografia della convivialità estiva è l’ultima indagine realizzata da Ipsos Doxa per il CIB (Centro Informazione Birra) di AssoBirra. La birra è immaginata come protagonista soprattutto a casa propria o di amici e parenti (66%), a conferma della centralità crescente degli spazi domestici e semi-domestici come luoghi della convivialità estiva. Seguono i ristoranti e le pizzerie (50%), i locali come bar, pub e birrerie (47%) e le sagre o feste di paese (39%), che confermano il valore delle occasioni di socialità diffuse e del legame con il territorio.

Anche i contesti più informali e all’aria aperta contribuiscono a delineare questa nuova geografia della socialità: il 30% associa la birra a picnic e grigliate, il 28% alla spiaggia o agli stabilimenti balneari e il 23% a concerti o festival. Più contenute, ma comunque significative, le quote relative a parchi e aree verdi (17%), gite in giornata nei borghi o piccoli paesi (16%) e piazze o centri storici (16%), segnali di un’estate che trova valore non solo nelle vacanze vere e proprie, ma anche nei momenti vissuti vicino casa.

“I dati di questa edizione del CIB raccontano un cambiamento interessante: la socialità estiva si costruisce sempre più attorno a momenti semplici, accessibili, autentici, nei quali la birra si inserisce trasversalmente e trova uno spazio naturale”, commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra. “Non è più soltanto la bevanda associata alle vacanze o al consumo fuori casa tradizionale, ma quella che accompagna una quotidianità estiva fatta di relazioni, spontaneità e condivisione: un’evoluzione che riflette stili di vita più vicini ai territori e ai nuovi bisogni dei consumatori. Non sorprende, quindi, che anche l’Annual Report 2025 di AssoBirra abbia evidenziato una sostanziale tenuta dei consumi e una forte accelerazione del segmento low e no alcol: due dinamiche che raccontano un comparto capace di evolvere continuamente insieme ai consumatori”.

La birra nel vissuto generazionale

Se cambiano i luoghi della socialità, resta forte l’insieme di valori che gli italiani associano alla birra nei momenti di incontro. La convivialità è il valore più citato (51%), seguita da relax (47%), divertimento (40%), leggerezza e semplicità (37%), completano il quadro spontaneità (30%), qualità (27%), autenticità (21%) e tradizione (19%). Ne emerge il profilo di una bevanda capace di integrarsi nei nuovi rituali della stagione estiva, sia nelle occasioni speciali che nella convivialità quotidiana. Le sfumature generazionali confermano questa lettura: per la Gen Z la birra è legata maggiormente al divertimento (43%), per i Millennials prevale la dimensione del relax (51%), mentre per la Gen X è soprattutto espressione di convivialità (62%) e di ricerca della qualità (32%), tre sensibilità differenti che convergono nel riconoscere la birra come facilitatore di momenti autentici.

Il successo delle birre analcoliche

Questa evoluzione verso un consumo più consapevole si riflette anche nel mercato, dove cresce lo spazio delle birre low e no alcol. Come evidenziato dall’Annual Report 2025 di AssoBirra, con consumi complessivi che si mantengono oltre i 21 milioni di ettolitri, il segmento low e no alcol ha registrato la crescita più significativa dell’intero comparto, passando dal 2,1% al 3,9% del mercato in un solo anno, raddoppiando quasi la sua incidenza.

In questo quadro s’inserisce anche il punto di vista della distribuzione Horeca attraverso il ruolo di Italgrob. “Non parlerei di una vera e propria trasformazione del fuori casa italiano, quanto di una riscoperta: sagre, feste di paese e locali di quartiere rappresentano il primo embrione dei consumi fuori casa, un Horeca ante litteram che risponde alla voglia di socialità e di territorio degli italiani”, dichiara Antonio Portaccio, presidente di Italgrob. “Non c’è sagra in Italia che non coinvolga un distributore: le innumerevoli feste della birra che caratterizzano l’estate italiana all’aria aperta sono essenzialmente il frutto del lavoro e dell’impegno dei distributori sui loro territori”. Il ruolo della distribuzione risulta centrale anche nell’accompagnare i pubblici esercizi verso i nuovi trend di consumo: “Il ruolo della distribuzione Horeca è stato ed è fondamentale nel trasformare la crescita delle birre low e no alcol in un’opportunità concreta per il canale”, conclude Portaccio. “Un risultato costruito su informazione e formazione, asset sempre più strategici per accompagnare il settore in questa fase di crescita”.

Immagine di apertura generata con l’IA.

© Riproduzione riservata

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