Annunciando un primo semestre 2026 in crescita del 7%, il distributore genovese punta ad ampliare l’offerta NoLo scommettendo su bevande a bassa gradazione naturale e preparandosi a distribuire le future referenze sviluppate da Liquid Ventures.

Annunciando un primo semestre 2026 in crescita del 7%, il distributore genovese punta ad ampliare l’offerta NoLo scommettendo su bevande a bassa gradazione naturale e preparandosi a distribuire le future referenze sviluppate da Liquid Ventures.
Aver creduto già vent’anni fa sul segmento delle sode e dei mixer premium è stata un’intuizione corretta di Velier. Oggi i sodati rappresentano uno dei maggiori trend delle bevande analcoliche anche grazie al fatto che si sono affermate delle forti identità di brand. Una di queste è Fever-Tree, che lo storico distributore genovese ha iniziato a distribuire nella Penisola dal 2002, un sodalizio che ha portato l’Italia a diventare il secondo mercato europeo per il marchio anglosassone e che oggi genera circa il 20% del fatturato complessivo del distributore.
Nel 2025, Velier ha registrato un fatturato di 133,4 milioni di euro. Dopo un 2025 di leggera flessione, il rimbalzo quest’anno è già visibile, infatti nel primo semestre registra un +7%.
“Storicamente Fever-Tree si è posizionato come mixer per Gin Tonic, Paloma e altri classici della mixology – affermano da Velier – oggi, grazie al grande interesse che c’è verso il no alcol, Fever Tree sta evolvendo la propria offerta verso un utilizzo tal quale con il lancio di nuove referenze nel formato lattina da 150 ml per un consumo singolo”.
Contrattino e la partnership con Liquid Ventures
Lo stesso Velier ha investito personalmente in un prodotto a bassa gradazione alcolica, detenendo il 25% di Contrattino, un bitter biologico a 5,5% vol. Presentato in una bottiglia Art Déco da 20 cl, Contrattino ottiene la sua caratteristica colorazione rosa in modo 100% naturale grazie al succo di carota nera. Gli altri membri che compongono la compagine con quote paritetiche sono: lo chef Antonino Cannavacciuolo,la casa spumantistica piemontese Contratto (della famiglia Rivetti) e l’imprenditore Paolo Dalla Mora (fondatore di Gin Engine, del Vermouth Strucchi e co-founder di Liquid Ventures, il primo venture builder europeo dedicato al settore No&Low insieme a Luca Gargano, patron di Velier, e Bob Kunze-Concewitz, ex CEO di Campari). Liquid Ventures si avarrà proprio di Velier per la distribuzione dei prodotti che andrà a sviluppare.
No ai dealcolati, sì all’autenticità
Rispetto all’inserimento nel proprio catalogo di altre referenze NoLo, Velier dichiara di non credere nei prodotti dealcolati, ma in prodotti naturalmente privi di alcol. “Pensiamo che ci sia una grande fetta di consumatori interessata a bevande autentiche che valorizzino materie prime di qualità e con una chiara indicazione dei terroir e delle zone di produzione”.
L’attenzione verso la moderazione alcolica attraversa in modo trasversale diversi altri marchi del portfolio di Velier. Amaretto Adriatico, per esempio, ha affiancato alla sua linea classica una versione 0.0% e la distilleria toscana Winestillery ha lanciato da un paio d’anni Hyper Low Gin, un gin ultra-concentrato e zero alcolico distribuito in una boccettina con pipetta in vetro, ideato affinché bastino due sole gocce addizionate alla tonica per restituire l’esatto profilo aromatico di un Gin Tonic tradizionale a fronte di un apporto alcolico irrilevante.
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