In un mercato sempre più affollato, dove l’offerta di contenuti digitali cresce a un ritmo vertiginoso, catturare e mantenere l’attenzione dei consumatori è diventato un’impresa complessa. Per le aziende del settore no e low alcol, che operano in un contesto in rapida evoluzione e con l’esigenza di comunicare in modo mirato, comprendere il valore di ogni singola interazione con i media è fondamentale.
A questo proposito, un recente studio di McKinsey intitolato “L’equazione dell’attenzione” offre spunti preziosi, spostando il focus dalla semplice quantità di tempo spesa sui media alla qualità dell’attenzione. Questa nuova prospettiva non solo spiega perché alcuni formati e canali generano un ritorno sull’investimento molto maggiore di altri, ma fornisce anche una mappa per orientare al meglio le strategie di marketing e comunicazione.
Un’attenzione frammentata e un valore disomogeneo
Nonostante il tempo complessivo dedicato ai media sia aumentato solo marginalmente nell’ultimo decennio, l’offerta di contenuti e dispositivi è esplosa. La ricerca evidenzia come questa frammentazione stia rendendo la monetizzazione più complessa: la crescita di social, streaming e audio digitale non ha generato margini paragonabili a quelli dei media più tradizionali come TV lineare o editoria. Il valore di un’ora di fruizione varia in modo significativo: si passa dai 33 dollari dello sport dal vivo agli appena 0,05 dollari per i podcast, sottolineando come non tutta l’attenzione sia uguale.
Lo studio mostra che l’attenzione attiva è un fattore chiave per il successo. I formati che generano maggiore concentrazione, come gli eventi dal vivo e i libri, si collocano in cima alla classifica, superando di gran lunga i media digitali più diffusi come lo streaming video e i social media. Un dato interessante per il mondo del no e low alcol è che il consumo condiviso, come quello di videogiochi o streaming video, genera un’attenzione superiore rispetto ad attività solitarie, offrendo così un potenziale ambito di comunicazione mirato a momenti di convivialità.
L’attenzione si traduce in spesa: i consumatori non sono tutti uguali
McKinsey conferma una correlazione diretta tra attenzione e spesa: un aumento del 10% della concentrazione media porta a un aumento del 17% della spesa complessiva. Ciò significa che le aziende che riescono a catturare un’attenzione di alta qualità hanno un vantaggio competitivo significativo.
La ricerca identifica sette diversi cluster di consumatori, basati sulla “qualità dell’attenzione” e sulle motivazioni alla fruizione dei contenuti. Tra questi, tre gruppi ad alto valore commerciale, che insieme rappresentano circa il 40% del totale, sono particolarmente interessanti per il marketing:
- I Content lovers, consumatori onnivori che spendono e consumano molto più della media.
- Gli Interactivity enthusiasts, amanti dei contenuti generati dagli utenti e delle sponsorizzazioni.
- I Community trendsetters, estroversi e attivi sui social, che frequentano eventi e influenzano le mode.
Comprendere a quale di questi segmenti appartiene il proprio pubblico di riferimento è cruciale per un’allocazione efficace del budget pubblicitario.
Dall’attenzione alla risonanza: una nuova sfida
L’“equazione dell’attenzione” insegna che la concentrazione da sola non basta. Per massimizzare l’efficacia pubblicitaria, è essenziale che l’annuncio sia risuonante, cioè percepito come rilevante e coerente con il contesto in cui appare. Per gli inserzionisti, le sfide chiave sono tre:
- Generare risonanza allineando l’attenzione del consumatore con la funzione che il contenuto svolge per lui (ad esempio, informazione vs. intrattenimento).
- Segmentare i pubblici in base al loro valore commerciale.
- Cogliere le opportunità di attenzione oggi sottovalutate.
Per le aziende del no e low alcol, questo significa investire non solo in canali ad alta visibilità, ma anche in quelli che generano un’attenzione qualitativa, magari in contesti di nicchia o attraverso collaborazioni con creator e community che rispecchiano i valori del brand. L’obiettivo non è più solo raggiungere il maggior numero di persone, ma entrare in risonanza con quelle giuste, nei momenti giusti.
Nota sulla trasparenza: l’immagine di apertura di questo articolo è stata generata tramite strumenti di Intelligenza Artificiale.





