Il diffondersi del consumo di bevande no e low alcol ridefinisce anche i rituali della socialità. Si ampliano le occasioni di consumo diurne. Negli Stati Uniti questo trend è già in atto tra i giovanissimi con aperitivi diurni, incontri in caffetteria, dj set pomeridiani, eventi culturali e momenti di condivisione accompagnati da caffè specialty e bevande analcoliche. Il Dry January, iniziativa che invita a sospendere il consumo di bevande alcoliche per tutto il mese di gennaio, offre anche in Italia l’occasione per bar diurni, caffetterie, ristoranti e locali polivalenti di testare le opportunità che questa nuova tendenza può offrire loro per andare a sviluppare una nuova offerta e integrare la redditività. SumUp, fintech globale specializzata nei pagamenti digitali, ha analizzato queste nuove tendenze alcol-free.
Il caffè oltre l’espresso

La “coffee mixology” emerge come una delle direttrici più interessanti per l’Italia, tradizionalmente legata al rito del caffè, che può ampliarne le modalità di consumo oltre al classico espresso veloce al banco. La coffee mixology permette ai locali di sperimentare ricette creative di cui il caffè diventa ingrediente, come l’Espresso Tonic (caffè espresso e acqua tonica con note agrumate) o il caffè al cardamomo con latte d’avena. Parallelamente alla miscelazione, il settore sta assistendo anche in Italia alla consacrazione dello specialty coffee. Il caffè di alta qualità, tracciabile e preparato con metodi di estrazione lenti, risponde perfettamente alla ricerca di un consumo più consapevole e slow.
A queste si aggiungono le bevande analcoliche a base di frutta, verdura, spezie ed erbe, come spremute e centrifughe, estratti con sedano, cetriolo e zenzero, succhi artigianali di mela, pera o melograno, fino alle versioni speziate come il succo di pomodoro in stile virgin (analcolico). Completano l’offerta tisane e infusi serviti anche freddi, acque aromatizzate con agrumi e erbe mediterranee e latti caldi.Trovano inoltre sempre più spazio il mate, servito caldo o freddo e apprezzato per il rilascio graduale di caffeina naturale, e il guaranà, spesso proposto in infusione o come base per soft drink artigianali dal profilo energizzante. o estratti freschi a base di sedano, zenzero e melograno.
Nuovi format

Questa trasformazione va accompagnata dalla nascita di nuovi format come i soft clubbing, un’evoluzione del bar diurno che non è più solo un punto di passaggio per la colazione veloce all’italiana, ma una destinazione dove trattenersi e godersi musica, socialità e relax, tra un cappuccino specialty e un croissant, in un’atmosfera inclusiva. È la cosiddetta “social breakfast”: la colazione che si evolve in un’esperienza condivisa che può includere workshop, presentazioni o networking tra colleghi, rendendo la socialità alcol-free un’opportunità di business che i bar e le caffetterie cercano da tempo per estendere i tempi di permanenza nel locale e i consumi.




