L’anno si chiude con una certezza in più per le aziende vitivinicole che guardano con interesse al mercato del vino dealcolato e soprattutto per quelle che hanno già fatto degli investimenti in impianti di dealcolazione. È stato infatti firmato il decreto interministeriale Mef-Masaf che definisce il regime fiscale per le accise.

Si tratta dell’atto che completa ufficialmente il quadro normativo delineato con il precedente decreto del 20 dicembre 2024 (DM 672816). Mentre il provvedimento dell’anno scorso regolava gli aspetti produttivi e di etichettatura, il nuovo decreto sblocca finalmente la parte fiscale e amministrativa, permettendo alle aziende avviare operativamente la produzione in Italia.

Il Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida ha dichiarato commentando la firma:

“Con questo decreto diamo al settore vitivinicolo un quadro normativo chiaro per poter produrre i vini dealcolati. Il Masaf è al fianco dei produttori e lo dimostrano gli interventi fatti nell’ultimo anno. Oggi definiamo il regime fiscale per le accise.Sono certo che i nostri produttori sapranno raggiungere posizioni di eccellenza anche in questo settore”.

Con questo intervento si consente ai soggetti, esercenti depositi fiscali di prodotti alcolici intermedi e di vino, di effettuare, a certe condizioni ed entro determinati limiti quantitativi, i processi di dealcolazione del vino.

Il decreto introduce specifiche definizioni distinguendo i soggetti a seconda delle quantità prodotte (superiori o inferiori ai 1.000 ettolitri annui).

Il provvedimento, da ultimo, regola il rilascio del titolo autorizzatorio per la produzione e conservazione del prodotto, contempla adempimenti amministrativi e regole di circolazione del prodotto stesso e limita ogni attività accessoria supplementare rispetto alla produzione del prodotto dealcolato.

Nota sulla trasparenza: l’immagine in evidenza di questo articolo è stata generata tramite strumenti di Intelligenza Artificiale.

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