Il mercato delle bevande a basso o nullo contenuto alcolico (LNA) è in forte espansione e nel 2024 ha raggiunto un valore globale di 22 miliardi di euro. Anche nell’Ue, secondo un aggiornamento di Areté, manifesta un significativo dinamismo passando dai 7,5 miliardi di euro del 2021 agli 8,8 miliardi di euro del 2023 (+17,3%). La birra LNA continua a dominare il mercato, rappresentando l’86% del totale in leggera diminuzione rispetto al 93% nel 2021 per la crescita delle altre categorie di prodotto LNA.

Previsioni di crescita 2024-2028

Le previsioni (CAGR, Compounded Annual Growth Rate) fino al 2028 indicano un’ulteriore espansione della categoria nel Vecchio Continente stimata da Areté in un +4,4% per la birra analcolica, +20,6% per gli spirits analcolici e in un +4,9% per il vino analcolico.

Ad alimentare l’interesse per le bevande LNA sono diversi fattori: per il 20% dei consumatori la possibilità di bere più liberamente rispetto alle bevande alcoliche (ad esempio se si deve guidare o in gravidanza); per un altro 20% del campione la scelta di questi prodotti è legata ai benefici per la salute che deriverebbero da un minor contenuto calorico o dall’assenza di alcol; il 19% le apprezza per il gusto simile alle loro controparti alcoliche e il 16% è influenzato dalla qualità percepita del prodotto. Il prezzo e un marketing efficace con comunicazione chiara sono citati rispettivamente dall’13% e dall’11% dei consumatori.

In termini di informazioni richieste dai consumatori, il 36,1% cerca un collegamento chiaro con la bevanda alcolica di riferimento, il 33,9% informazioni sull’idoneità per specifici gruppi di consumatori (donne in gravidanza, autisti, ecc.), e il 31,7% la lista degli ingredienti.

Fattori che frenano la domanda

Nonostante la crescita, esistono delle barriere che possono rallentare la domanda delle bevande LNA:

  • la differenza percepita nel gusto rispetto alla bevanda alcolica di riferimento è una preoccupazione per il 23% dei consumatori
  • la bassa qualità percepita del prodotto frena il 21% degli intervistati
  • il prezzo è un deterrente per il 20% dei consumatori
  • la scelta limitata e la disponibilità limitata sono fattori che incidono rispettivamente per il 18% e il 16%.

Le bevande “No Alcohol” tendono prevalentemente a sostituire bevande analcoliche, suggerendo l’apertura di uno spazio di mercato aggiuntivo e non solo una sostituzione diretta di prodotti alcolici, mentre le bevande “Low Alcohol” tendono a sostituire l’alternativa alcolica, ma possono anche fungere da sostituto per bevande analcoliche.

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