Nuova tappa nel percorso di collaborazione tra l’industria dei soft drink e le istituzioni sanitarie. Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, ha rinnovato il Protocollo d’intesa biennale con il Ministero della Salute, rappresentato dal Sottosegretario Marcello Gemmato. L’accordo consolida le iniziative congiunte avviate per promuovere un consumo consapevole, puntando su informazione e sensibilizzazione, in particolare tra i giovani e nelle scuole.
L’intesa poggia sui risultati concreti ottenuti dal comparto grazie a un percorso volontario di rimodulazione dell’offerta e innovazione di prodotto. Negli ultimi anni, le aziende del settore hanno tagliato del 44% lo zucchero totale immesso sul mercato, registrando una crescita a valore delle referenze sugar free 7,5 volte superiore rispetto alle versioni tradizionali. Un trend confermato dal calo del 26% nei consumi di bevande zuccherate tra il 2015 e il 2024, con un apporto dimezzato nell’ultimo decennio tra bambini e adolescenti. Dati che posizionano l’Italia all’ultimo posto in Unione Europea per consumi pro-capite di soft drink, con un impatto calorico giornaliero del tutto marginale: lo 0,9% negli adulti (18 kcal) e lo 0,6% nei bambini (13 kcal).
Cosa prevede l’accordo biennale tra Assobibe e Ministero della Salute
L’accordo biennale si sviluppa lungo quattro direttrici strategiche per consolidare i risultati raggiunti. La collaborazione prevede un costante monitoraggio dei consumi sul mercato nazionale — focalizzato in particolare sulle versioni zuccherate — affiancato da attività di informazione dirette ai consumatori per favorire scelte consapevoli e la comprensione del bilancio energetico. Parallelamente, le aziende proseguiranno con l’adeguamento dei formati e delle porzioni in un’ottica di contenimento calorico, confermando e rafforzando gli impegni sul fronte del marketing responsabile. Tra questi figurano le misure volontarie adottate già dal 2006, come il divieto di pubblicità rivolta ai minori di 13 anni e lo stop alla vendita diretta negli istituti scolastici.
“Il protocollo consolida una collaborazione strutturata tra istituzioni e filiera, fondata su sicurezza alimentare, qualità dell’informazione e promozione di comportamenti di consumo responsabili”, ha sottolineato il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. “L’obiettivo è sostenere scelte coerenti con corretti stili di vita: nel contesto della dieta italiana, anche le bevande analcoliche possono trovare spazio, a condizione che il consumo sia moderato”.
Il nodo fiscale della Sugar Tax
Per le imprese del settore, i traguardi raggiunti costituiscono una dimostrazione empirica di come gli accordi volontari siano più efficaci delle leve fiscali penalizzanti.
“I risultati raggiunti dimostrano l’inutilità in Italia di una leva fiscale come la Sugar tax che, nei Paesi europei in cui è stata applicata, non ha frenato la crescita di sovrappeso e obesità”, ha dichiarato Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe, ricordando come Paesi come Danimarca, Norvegia e Islanda abbiano scelto di cancellarla. “Per questo crediamo che in Italia sia giunto il momento, dopo anni di rinvii, di un’abrogazione definitiva che risolva l’incertezza con cui vive il settore da ormai 7 anni. La firma di questo Protocollo è il segno tangibile di un impegno che si rinnova e si rafforza ogni giorno, per anticipare le esigenze dei consumatori di oggi e di domani e costruire una cultura alimentare più consapevole”.
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