Mack & Schühle Italia avvia il proprio polo di dealcolazione: “Cerchiamo l’italian way del vino no e low alcohol”
Con un investimento di 4 milioni di euro e una capacità produttiva di 7,5 milioni di bottiglie l’anno, l’impianto si appoggia alla tecnologia italiana Libero Wine di Omnia Technologies. L’azienda punta sulla ricerca di processo e sulla sperimentazione agronomica per raggiungere un miglioramento qualitativo rispetto ai prodotti fino ad ora presenti sul mercato.
Jessika Pini
16 Aprile 2026
Tempo di lettura: 3min
Fedele Angelillo, Mack & Schühle, made in Italy, no-low, Omnia Technologies, vino dealcolato
L’apertura della normativa sulla dealcolazione in Italia ha innescato un’immediata riflessione sull’approccio nazionale a questo segmento. Il mercato globale sembra attendersi un Italian style anche in questo ambito: appare dunque prioritario individuare una via italiana che compensi lo svantaggio competitivo rispetto a paesi che hanno già avviato da anni la ricerca e la commercializzazione di questi prodotti.
Mack & Schühle Italia, azienda leader nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo, partecipa a questo dibattito ponendo al centro la necessità di tecnologie e approcci agronomici orientati alla qualità. L’azienda ha terminato il proprio impianto di dealcolazione a Laterza (Taranto) e si è presentata al Vinitaly con i primi campioni di vino. M&S in Italia opera su due siti produttivi: quello pugliese di Laterza, dedicato ai vini rossi e ora centro per la dealcolazione, e lo stabilimento di Prata di Pordenone (Friuli Venezia Giulia), focalizzato su spumanti e bianchi fermi.
Il nuovo impianto e la tecnologia Libero Wine
Le attrezzature di dealcolazione hanno richiesto un investimento di 4 milioni di euro per un potenziale produttivo di 7,5 milioni di bottiglie. Inoltre sono stati fatti lavori di ristrutturazione dell’impianto esistente per l’inserimento di nuove linee produttive che hanno permesso di triplicare la velocità di produzione rispetto alla precedente.
Quello di M&S è uno dei primi impianti interamente operativi in Italia che utilizza la tecnica di dealcolazione Libero Wine messa a punto dal partner tecnologico Omnia Technologies. Il sistema prevede una fase di osmosi iniziale in cui la componente nobile del vino viene separata a bassa temperatura dalla parte idroalcolica; quest’ultima viene distillata per rimuovere l’alcol e infine l’acqua viene riunita alla componente organolettica originale.
Strategie di mercato
L’approccio del gruppo punta a presidiare il segmento mantenendo un posizionamento qualitativo elevato, necessario per competere con le strutture produttive estere.
“La qualità è un fattore differenziante per approcciare questo mercato – afferma Fedele Angelillo, amministratore unico di Mack & Schühle Italia –. Nel comparto delle bevande analcoliche ci scontreremmo con strutture al di fuori dell’Italia con cui non possiamo competere, quindi dobbiamo mantenerci all’interno del mondo del vino, puntando su made in Italy e qualità. Nel settore vino dobbiamo mantenere distinte le categorie del no alcol e del low alcol. Questo secondo segmento sta raccogliendo il gusto dei consumatori di vino e aiuta i produttori a restare competitivi sui mercati esteri grazie ai minori costi di accise, in prospettiva anche l’estensione alle denominazioni è auspicabile per sostenere il settore”.
La strategia di sviluppo del segmento non prevede il conto terzi, ma si concentra sull’estensione di gamma dei brand aziendali già distribuiti (Novantaceppi, Zardetto, Cà di Prata e Grapur). Per quest’ultimo marchio, l’azienda ha già avviato nel 2024 un progetto low-alcohol (9% vol.) da fermentazione controllata (200mila bottiglie), caratterizzato da un packaging più sostenibile (bottiglie leggere da 200g per i fermi e 450 g per lo spumante) e tappi in plastica riciclata dagli oceani (Ocean bound plastic).
Ricerca e sviluppo varietale
“Alla fine di aprile, inizieremo una fase di setting delle ricette che durerà alcuni mesi – spiega Francesco Airenti responsabile marketing M&S Italia –. Vogliamo portare sul mercato dei dealcolati qualitativamente superiori rispetto all’offerta che fino ad oggi abbiamo trovato sul mercato. Se dobbiamo parlare di 100% made in Italy dobbiamo subito differenziarci nella qualità”.
L’iniziativa si inserisce in una più ampia riflessione di Mack & Schühle Italia sull’evoluzione della categoria No-Lo e sul suo potenziale di sviluppo qualitativo, per puntare a costruire valore lungo tutta la filiera. L’obiettivo è approfondire scientificamente le condizioni tecnologiche ed enologiche che rendono un vino idoneo alla dealcolazione, al fine di migliorare ulteriormente la qualità dei vini dealcolati e parzialmente dealcolati italiani, lavorando su basi vitivinicole progettate ad hoc per questo segmento e promuovendo una lettura evoluta del No-Lo come categoria autonoma e ad alto potenziale, non come soluzione di compensazione produttiva. A tal fine M&S ha una collaborazione attiva con la Facoltà di Enologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.
“Il canale di destinazione principale resta anche per questi nuovi prodotti la gdo – conclude Airenti –. Stiamo infine lavorando a un progetto low alcol da dealcolazione per produrre una linea di vini con l’indicazione del vitigno. Il nuovo regolamento consente infatti di indicare in etichetta vitigni internazionali come Sauvignon, Syrah, Cabernet e Merlot anche per i dealcolati, ed è esattamente su queste basi che intendiamo sviluppare i nuovi prodotti”.